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giovedì 20 ottobre 2011

Speaking in Tongueless

Quante volte ci siamo chiesti come sarebbe il mondo se esistesse una sola lingua?
Sicuramente sarebbe più facile comunicare ed esisterebbero molti più disoccupati (Eh sì, perché a lavorare nel campo delle lingue c'è davvero un mucchio di gente!) ma il mondo perderebbe almeno 1/4 del suo fascino.
Chi ha visto anime o ha letto manga come D.Gray-man, Hetalia, Code Geass, Capitan Tsubasa e centinaia avrà notato la convenzione letteraria della "lingua comune" a tutti gli stati del mondo che magari in anime mononazionali non risalta ; sarebbe bello se anche nella vita reale parlassero tutti giapponese, lo ammetto, ma sarebbe troppo riduttivo.
Girando per blogger ho trovato un sacco di blog bilingui ( ing-ita; ita-fra; fin-ing ...) e questo , oltre ad aver accentuato la mia dotta ignoranza e a mettermi al corrente che l'Italia non è solo un paese di zucconi , mi ha ricordato il motivo per cui mi iscrissi al Liceo Linguistico.

Speaking in Tongueless
Essere in grado di comunicare con tutti senza vincoli.
                                            

Mi chiedo spesso se basterebbe un po' d'impegno in più per riuscire a parlare e soprattutto capire L'inglese o il francese. Mi chiedo se basterebbe ascoltare Shakira e vedere Patito Feo in lingua madre per acquisire una pronuncia migliore dello spagnolo, ma sono troppo pigra anche per provare.

Credo che sarebbe davvero bello poter capire cosa dice la gente e sarebbe davvero bello parlare con la gente di tutto il mondo ma ormai mi sono autoconvinta che questa sia un utopia.


sabato 25 giugno 2011

Memories


L'uomo è solito capire quanto bene volesse a qualcuno solo quando l'ha perso; ma se avesse la possibilità di tornare indietro a prenderlo?*



domenica 5 giugno 2011

Every self will taste death...

Qualche giorno fa Lilo mi ha fatto una domanda importante, oserei dire seria. Ero a casa sua e avevo portato con me Abyss, così lei abbassa lo sguardo sulla coniglietta e mi chiede accarezzandola se temessi di affezionarmici sapendo che deve morire.
Forse, se ci avessi pensato su due minuti, avrei saputo darle una risposta diversa da quella che le ho dato, visto che mi poneva innanzi un'eventualità che a me si è già mostrata. Ricordo infatti fra tutte le volte quella in cui la dama nera si portò via i miei criceti.
Quella sera d'estate in cui il sole non ne voleva sapere di tramontare però era stata colpa mia e probabilmente soffrì più per il rimorso che per il silenzio che era sceso sull'angolino del muro dove stavano le loro gabbiette.
Risponderei ora, sulla base delle mie esperienze che la morte è sopravvalutata: ovviamente il primo periodo, quello che nel caso di un addio Importante non sembra mai passare, non è bello e perdere liquido dagli occhi è facile ma è soltanto una fase, passerà.
Quindi anche se condivido ancora la risposta che le avevo dato la prima volta direi che sono pronta ad affrontare un eventuale e prematuro decesso di Abyss dopotutto chi dice che non sarò io a morire per prima?
Ovviamente è solo il punto di vista di una persona che stenta a stabilire rapporti basati sui sentimenti, vi ho mai detto che il giorno in cui è morto mio nonno ridevo?
Non sono ancora riuscita a perdonarmi anche perché non so a chi dare la colpa se non a me. La colpa di non riuscire ad amare veramente e piangere solo per il rimorso ...

C'è qualcuno che ami veramente?



Temi tu la morte?
Be' anch'io se fossi Jack Sparrow la temerei, per lui la vita è così strafiga!